lunedì 5 maggio 2008

PERCHE' SI CHIAMA ROMA

L' origine del nome della città è avvolto nel mistero. Secondo gli an- tichi cronisti di lingua greca, come riferisce lo storico Plutarco, il nome risalirebbe a «Roma, figlia di Italo e Leucaria, oppure di Te- lefo figlio di Ercole, andata sposa ad Enea oppure ad Ascanio, figlio di Enea». «Per altri ancora fu Romano, figlio di Odisseo e di Circe», aggiunge Plutarco, «per altri Romo, figlio di Ematione, che Diome- de inviò da Troia, e per altri Romide, tiranno dei Latini, il quale espulse dalla regione gli Etruschi». Secondo una variante della leg- genda troiana, Ascanio avrebbe avuto due gemelli, Rommylos e Romos, ovvero Romolo e Remo, fondatori della città che da loro avrebbe preso il nome; anche se poi a fondarla fu uno solo di loro. Mario Onorato Servio, vissuto tra il IV e il v secolo d.C., sosteneva invece che derivasse da un nome arcaico del Tevere, Rumon o Ru- men, la cui radice era analoga al verbo ruo "scorro"; sicche Roma avrebbe significato la "Città del Fiume". In ogni caso, secondo quanto racconta ancora Plutarco, «sulle rive dell'insenatura sorgeva un fico selvatico, che i Romani chiamavano ruminalis perche i ge- melli vi furono allattati; oggi ancora i Romani chiamano Rumilia una dea che viene invocata durante l'allattamento dei bambini». Se- condo un' altra interpretazione, Roma deriverebbe dal termine greco rhomè che significa "forza"; quindi Roma si sarebbe chiamata così in quanto "città forte" e sarebbero stati «i Pelasgi, che, dopo aver vi- sitato quasi tutte le terre abitabili e soggiogati quasi tutti i viventi», scrive sempre Plutarco, «si fissarono dove sorge Roma, e per la pro- pria forza in guerra diedero il nome alla città». Più suggestiva la tesi di alcuni storici moderni, secondo i quali il no- me sarebbe derivato dall'etrusco ruma, "mammella", con due spie- gazioni. Una farebbe riferimento ad una lupa che avrebbe allattato i gemelli; 1'altra si collegherebbe ai colli del Palatino e Aventino pa- ragonabili, nella forma, a due mammelle. Infine il nome avrebbe un' orig!ne "segreta" che si svela leggendolo da destra a sinistra: Amor. E una tradizione che risale al v secolo d.C., quando visse lo scrittore bizantino Giovanni Lorenzo Lido che così l'interpretò; fu ritenuta possibile nel Medioevo, ma non è documentata, a parte un graffito sulla parete di una casa di Pompei.

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