lunedì 5 maggio 2008

LE SASSAIOLE DELL'800

LE SASSAIOLEAncora alla fine dell’Ottocento si combattevano fra rione e rione furiose battaglie con i sassi. Era uno sfogo, una valvola di sicurezza per calmare i bollenti spiriti dei bulli e bulletti romani, dai più piccoli, ai giovanotti, agli uomini maturi. La sassaiola, per i romani di allora, era il corrispettivo della partita di calcio domenicale, sembrava che non se ne potesse fare a meno, serviva a scaricare gli sitinti di violenza e di potenza di un popolo focoso e fiero, dal temperamento aggressivo, che non poteva stare tanto tempo senza attaccare “buglia”, senza menar le mani. Le squadre rivali si affrontavano come in un campo di battaglia, si circondavano, catturavano ostaggi da una riva all’altra del Tebro. Ma il campo di battaglia preferito per le sassaiole dei bulletti di Trastevere, Regola, Monti, sempre in guerra fra loro come cani e gatti. era sempre il Foro Romano, detto “Campo Vaccino”, intorno a un abbeveratoio ricavato da un’enorme vasca di granito, trovata sotto la statua di Marforioo, conservata oggi in Campidoglio e famosa come “statua parlante”, interlocutrice di quella, più celebre, di Pasquino La pregevole vasca di granito fu poi destinata da Pio VII a vasca di fontana sotto i cavalli dei Dioscuri, sul Quirinale. Queste sassaiole però avvenivano anche a S. Cosimato, a vicolo del Cedro, al Testaccio, al Mattatoio.

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