lunedì 5 maggio 2008

" Molte cose non sono neppure tentate perché appaiono difficili; molte cose sembrano difficili soltanto perché non vengono osate". Wenzel Anton Kaunitz

LA CANZONE DI TESTACCIO

Cor core acceso de la passione
undici atleti Roma chiamò
e sott'ar sole der Cuppolone
'na bella maja e du' colori je portò.
Li du' colori de Roma nostra
oggi signora der futtebbal,
non più maestri né professori
mo' sò dolori perché "Roma" ce sa fà.
C'è Masetti ch'è primo portiere;
De Micheli scrucchia ch'è 'n piacere;
poi c'è quer torello de Bodini;
cor gran Furvio Bernardini,
che dà scòla all'argentini.
Poi c'è stà Ferraris er mediano
granne nazionale e capitano;
Chini, Fasanelli e Costantino,
cò Lombardi e cò D'Aquino;
Vorche (Volk, n.d.r.) è 'n mago pe' segnà!
Campo Testaccio ciai tanta gloria,
nessuna squadra ce passerà.
Ogni partita è 'na vittoria,
ogni romano è n'bon tifoso e sà strillà.
Petti d'acciaio, astuzia e core
corpi de testa da fa 'ncantà.
Passaggi ar volo co' precisione
e via er pallone che la rete và a trovà.
Quanno che 'ncomincia la partita
ogni tifosetta se fà ardita,
strilla Forza Roma a tutto spiano
co' la bandieretta 'n mano,
perchè cià er core romano.
L'ala centra e Vorche (Volk, n.d.r.) tira e segna,
questo è er gioco e "Roma" ve lo 'nsegna!
Cari professori appatentati
sete belli e liquidati
perché Roma ce sa fà.
Semo giallorossi e lo sapranno
tutti l'avversari de st'artranno.
Fin che Sacerdoti ce stà accanto
porteremo sempre er vanto
Roma nostra brillerà ....

LA LEGGENDA DE TESTACCIO

Il Testaccio è una collina artificiale con base vagamente triangolare, posta sulla sponda sinistra del Tevere, nella zona sud - est di Roma. Alta circa 35 m, ha un perimetro di 1490 m e una superficie complessiva che si aggira intorno ai 2200 mq. Si tratta di un piccolo monte, ma un tempo era definito il maggiore dei sette colli artificiali di Roma: Augusto, Cenci,Citorio, Giordano, Savelli, Secco. Il suo nome attuale deriva dall’etimo latino "testa" che significa coccio: deve infatti la sua origine allo scarico regolare dei frammenti delle anfore rotte, per lo più olearie. Da qui il nome popolare di Monte dei Cocci. Per i romani del periodo di Cervantes, il Testaccio era infatti una discarica ove erano state buttate le anfore, che arrivavano a Roma con vari prodotti pagati come tributo da tutte le provincie dell'Impero Romano. Questa discarica, quindi, era considerata il simbolo dell'orgoglio e del potere di Roma antica. Probabilmente è proprio per questo motivo che il Monte si è conservato nei secoli: monte che, secondo la documentazione conosciuta, era di proprietà del popolo romano che difese strenuamente questa sua prerogativa fino al punto di prevedere pene detentive per chi asportava cocci dal Monte. Le tradizione popolare aveva ragione solo in parte; certamente nel Testaccio si trovano i contenitori che portavano i tributi a Roma, ma sono quasi tutti provenienti da un'unica provincia, la Betica, e portavano prevalentemente un solo prodotto, l'olio d'oliva. Il Testaccio sino alla fine del secolo scorso è stato un punto di incontro per il popolo romano; nel medioevo vi si tenevano feste di carnevale e per lungo tempo, per la sua somiglianza con il Calvario, si effettuarono delle vie crucis, ricordate dalla croce che ancora oggi rimane sulla sua cima. Dal secolo sedicesimo in poi all'interno delle sue pendici si costruirono cantine ove il vino si conservava particolarmente fresco. L'esistenza di queste cantine rinforzò il carattere ludico del Monte e dei suoi dintorni fino alla fine del secolo scorso quando cominciò l’urbanizzazione della zona.

LA LEGGENDA DE TESTACCIO

Il Testaccio è una collina artificiale con base vagamente triangolare, posta sulla sponda sinistra del Tevere, nella zona sud - est di Roma. Alta circa 35 m, ha un perimetro di 1490 m e una superficie complessiva che si aggira intorno ai 2200 mq. Si tratta di un piccolo monte, ma un tempo era definito il maggiore dei sette colli artificiali di Roma: Augusto, Cenci,Citorio, Giordano, Savelli, Secco. Il suo nome attuale deriva dall’etimo latino "testa" che significa coccio: deve infatti la sua origine allo scarico regolare dei frammenti delle anfore rotte, per lo più olearie. Da qui il nome popolare di Monte dei Cocci. Per i romani del periodo di Cervantes, il Testaccio era infatti una discarica ove erano state buttate le anfore, che arrivavano a Roma con vari prodotti pagati come tributo da tutte le provincie dell'Impero Romano. Questa discarica, quindi, era considerata il simbolo dell'orgoglio e del potere di Roma antica. Probabilmente è proprio per questo motivo che il Monte si è conservato nei secoli: monte che, secondo la documentazione conosciuta, era di proprietà del popolo romano che difese strenuamente questa sua prerogativa fino al punto di prevedere pene detentive per chi asportava cocci dal Monte. Le tradizione popolare aveva ragione solo in parte; certamente nel Testaccio si trovano i contenitori che portavano i tributi a Roma, ma sono quasi tutti provenienti da un'unica provincia, la Betica, e portavano prevalentemente un solo prodotto, l'olio d'oliva. Il Testaccio sino alla fine del secolo scorso è stato un punto di incontro per il popolo romano; nel medioevo vi si tenevano feste di carnevale e per lungo tempo, per la sua somiglianza con il Calvario, si effettuarono delle vie crucis, ricordate dalla croce che ancora oggi rimane sulla sua cima. Dal secolo sedicesimo in poi all'interno delle sue pendici si costruirono cantine ove il vino si conservava particolarmente fresco. L'esistenza di queste cantine rinforzò il carattere ludico del Monte e dei suoi dintorni fino alla fine del secolo scorso quando cominciò l’urbanizzazione della zona.

CAMPO TESTACCIO

"L'affetto della folla romanista è stato per me il maggior conforto della mia carriera. Esso mi ha sostenuto sempre, mi ha spronato a prodigare ogni mia forza per la grandezza della Roma. Ho la più profonda gratitudine per gli sportivi della Capitale".
Guido Masetti

LA PRIMA SQUADRA DELLA CAPITALE

Beh, una cosa è sicura... non è stata la Lazie! La Lazie nasce nel 1900 sì, ma come società podistica... il "fùtbol" non sapeva manco che era, visto che lo scoprirà solo nel 1910... Nel 1901 invece, il "Roma Foot-Ball Club" il calcio sapeva benissimo cos'era, tant'è che iniziò subito a giocare a pallone, mentre i biancocelesti si davano alle corse... E questa enciclopedia non l'ha fatta un romanista!

FONDAZIONE DELLA AS ROMA


Massimo Izzi, studioso della storia della Roma, scrive che "la Roma è stata fondata in Via Forlì 16 il 7 giugno 1927. Il particolare è assolutamente incontrovertibile. Il comune di Roma aveva addirittura autorizzato la concessione di una targa commemorativa, che per l'opposizione del condominio dello stabile non è stata poi affissa". In effetti il quotidiano "Il Messaggero", già il 20 giugno del 1927 pubblicava un articolo intitolato "L'Associazione Sportiva Roma, le dichiarazioni di Italo Foschi sull'organizzazione del nuovo ente" e già il 17 luglio 1927 la Roma giocava al Motovelodromo Appio contro l'UTE (2-1 con reti di Cappa e Heger). In occasione dell'80° anniversario della Roma, l'A.S. Roma riconosceva la sua reale data di fondazione. * L'annuncio dell'8 giugno 1927: "Gli sportivi romani esulteranno certamente di legittima soddisfazione apprendendo che finalmente è stato raggiunto l'accordo fra tre delle massime associazioni calcistiche. Accordo raggiunto per quella tanto desiderata fusione di forze e di valori che dovrà dare al calcio romano un nuovo assetto ed una nuova forza vivificatrice. L'ormai avvenuta fusione delle tre società <>, <> e <> è quanto di più desiderabile, nell'interesse dello sport romano, potevano augurarsi le folle sportive. Al di sopra di interessi minimi di entità personale è stato posto finalmente un unico e grande interesse: quello dello sport. Di ciò va data ampia lode ai benemeriti dirigenti le tre Associazioni ed in principal modo ai presidenti comm. Italo Foschi, anima dell'auspicata fusione, on. Ulisse Igliori e avv. Vittorio Scialoja.
LA RIUNIONE DI IERI SERA Ieri sera si sono riuniti i presidenti delle tre società Alba, Fortitudo e Roman nelle persone dell'on. Ulisse Igliori, del comm. Italo Foschi e dell'avv. Vittorio Scialoja, i quali riconoscendo la necessità di dotare Roma di una grande squadra di calcio, e di dare incremento a tutti gli sports atletici, hanno deciso, anche in ossequio al desiderio delle superiori gerarchie del Partito, di fondere gli Enti da loro presieduti e di costituire un nuovo organismo che prenderà il nome di Associazione Sportiva Roma. L'accordo è stato raggiunto con rapidità fascista e la fusione è ormai un fatto compiuto ed avrà inizio non appena cessati gli attuali impegni dei vari campionati in corso. La nuova squadra giuocherà con la maglia dai colori di Roma, fregiata dallo scudo verde sormontato dalla lupa e dal fascio littorio. Il campo sportivo sarà quello del Motovelodromo Appio, al quale saranno apportati notevoli miglioramenti. Il nuovo Ente disporrà anche di un campo di allenamento al Testaccio".
E' bene precisare che la storiografia ufficiale, perlomeno fino al 2007, ha collocato la nascita della Roma al
22 luglio 1927da molti considerata in ogni caso la data di nascita dell'A.S. Roma. Clicca
qui per conoscere le ragioni di costoro.